“Ed era primavera” di Luciano Celotti

E nacque tra clangori e canti
quel 1° Maggio del ’47.
I buoi trainavano
carri imbandierati
all’ingresso del paese.
Le ruote ferrate
mordevano la ghiaia
e i canti sapevano di vino.
Un urlo stridette
alle mie spalle,
e fu come una sferzata d’ala.
Così morì mio padre
quel 1° Maggio del ’47.
Ed era primavera.

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“Dàmmi, o Signore” di Luciano Celotti

Dàmmi, o Signore,
la forza di dire ‘no!’
anche quando
servirebbe un ‘sì’
di tutta convenienza.
Dàmmi, o Signore’,
la forza di perseguire
sogni che saranno
soltanto inutili pretese.
Dàmmi, o Signore,
il fatalismo necessario,
per sopportare
l’ignoto del domani
senza protestare.
Dàmmi, o Signore,
tutto il male necessario
per affrontare una morte
degna di essere vissuta.
Dàmmi, o Signore,
l’opportunità di morire
in santa pace,
anche se il mio cuore
è gonfio di livore
per le ingiustizie
sopportate senza ...

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“La tregua” di Luciano Celotti

Ho sporto la mia faccia,
e fronte e naso e mento,
oltre la trincea,
alla notizia della pace
finalmente fatta
fra terra e terra
e, seppur per vie traverse,
fra terra e cielo.
S’udivano alleluia,
e suoni e canti e balli
per cui mi sporsi con fiducia
e senza alcun sospetto.
Ma un colpo di moschetto
modello “novant’uno”
corretto e riveduto
nel “trent’otto”,
mi sfiorò con sibilo sinistro,
la tempia e l’occhio destro.
Mi trincerai subitamente
come preda nella tana.
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“Tu che mi leggi” di Luciano Celotti

Tu che mi leggi
non pensare che abbia qualcosa
da offrirti.
Ho scarpe rotte
e mani incallite.
I miei dolori
sono simili ai tuoi,
le mie speranze
nuvole in fuga.
Non ho ipoteche sul domani,
mi rimane soltanto
un monotono orizzonte.
Vivo il giorno
al minuto secondo
sul filo del rasoio.
Mi trucco da ‘pierrot’
e nascondo la paura.
Ho scarpe rotte
e mani incallite…
e troppi rimorsi
che mi fanno compagnia.

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“El Cristo de Leopoli” di Luciano Celotti

Avìo visto el Cristo de Leopoli
mentre i lo portava via
par scondarlo in un buso cissà dove?
L’avìo sentìo cosa el sigava?
– No! – l’urlava al mondo intier – No!
Lasseme qua, inciodà su la me Croce.
Serve el me sangue, le me piaghe
ne la carne, le me spine in fronte.
Lassème qua, ve digo,
dove la gente la pol catarme,
la pol pregar sensa paura.
“Vegnì, omeni, sensa un domàn,
ma fioi de Dio,
e che ...

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